CALZATURE FARINACCI - LA STORIA

CALZATURE FARINACCI DAL 1940

Il negozio di calzature Farinacci è una realtà a gestione familiare che affonda le sue radici nel 1940, quando Augusta Farinacci, dopo aver lavorato alle dipendenze di altri negozi di scarpe, decise di aprire un'attività tutta sua. E così, grazie all'aiuto del fidanzato di allora, Francesco detto "Checco”, divenuto qualche anno più tardi suo marito e padre dei suoi figli, darà vita ad un negozio destinato a diventare famoso nel quartiere Trieste e non solo. Da sempre ubicato in piazza Annibaliano, il negozio all’inizio si trovava al piano terra del civico 15, quando invece nel ’58 la palazzina venne demolita, si spostò al civico 16. 

Purtroppo nel 1946, il negozio Farinacci subì un furto: una notte dei malviventi entrarono rubando tutte le calzature presenti in magazzino, rimasero soltanto le scarpe della vetrina, ovvero tutte paia incomplete. In un attimo, tutti i sacrifici per gli investimenti fatti vennero messi a dura prova da questo evento. Ma i proprietari non si persero d’animo…l’indomani stesso, chiamarono tutti i fornitori e chiesero loro di produrre la compagna mancante gratuitamente. E così lentamente ripartirono. L’episodio segnò a tal punto la famiglia che Francesco, talmente impaurito dal ripetersi della situazione, scelse per ben dodici anni di dormire nel negozio.

La storia dell’attività Farinacci

La storia dell’attività Farinacci, attraversa anche gli anni della guerra, anni difficili per il negozio, ma anche per i cittadini romani che in periodo di grave crisi economica, non hanno soldi per mangiare, figuriamoci per acquistare un paio di calzature. Così per venire incontro alle esigenze di tutti e per risollevare le sorti del negozio, le calzature venivano vendute rilasciando cambiali. Un sistema rivoluzionario per l’epoca e molto apprezzato, tanto che la voce si sparse velocemente, ed i clienti venivano da tutta Roma per comprare le scarpe a rate. E così ogni 2/3 domeniche tutta la famiglia andava a riscuotere le rate anche se non sempre il saldo veniva corrisposto. Non era certo l’unico caso in cui la vita familiare si intrecciava con quella del negozio… Augusta passava le domeniche a sistemare le scarpe in vetrina, mentre i tre figli Ione, Mary e Guido, sin da piccoli davano una mano in negozio. Guido, il secondogenito, scherzando sostiene di essere nato dentro una scatola di scarpe, infatti la mamma Augusta, da grande lavoratrice, non si è mai risparmiata neppure quando era incinta e si arrampicava sulla scala per raggiungere gli scaffali più alti. A ricalcare le orme della mamma, fu proprio Guido, che dopo la laurea in economia, rinunciò ad un posto in banca per dedicarsi a tempo pieno al negozio di famiglia con passione e dedizione, e grandissimi sacrifici che proprio un’attività in proprio comporta. Attività che proprio grazie all’attenta gestione di Guido, nel ? verrà premiata come bottega storica, ovvero come una delle più longeve della capitale. Lo stesso Guido, qualche anno più tardi, riceverà il premio “Maestro dell’Economia” per l’impegno profuso nel proseguire l’attività familiare, affiancato ormai da qualche tempo dalla moglie.

Negozio Farinacci nei primi anni 80

Infatti nei primi anni 80, Guido conoscerà la bellissima maestra Daniela, che iniziò a dare una mano in negozio… per poi entrarci in pianta stabile nel 1998 quando lasciato definitivamente l’insegnamento, si dedicherà appieno titolo a tutto ciò che concerne l’attività commerciale. Dapprima mettendo l’estro nell’allestimento delle vetrine, poi il gusto nella scelta delle collezioni, la sensibilità nell’attenzione al cliente e il carisma nella gestione del personale. Nel corso degli anni si susseguiranno tantissimi dipendenti…ma in particolare due commesse Catia e Lena, saranno le colonne portanti del negozio…due grandissime lavoratrici che con pazienza ed impegno si adopereranno sempre al bene comune, diventando parte della famiglia. Sono questi anche gli anni dello spazio ai giovani, i tre figli di Daniela e Guido, ovvero Elisa , Francesca e Marco, durante la scuola cominceranno a dare una mano il sabato pomeriggio o la domenica. Tutti e tre, matureranno la loro esperienza fuori dal negozio… ma solo Elisa e Marco decideranno di lavorarci a tempo pieno introducendo novità importanti come lo shop online. Ad oggi siamo infatti alla terza generazione che nel proseguo dell’attività di famiglia cerca di coniugare la tradizione con le ultime tendenze moda e con l’aspetto tecnologico che impone la presenza sul web e sui social.

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